Mai più lager in Emilia-Romagna né altrove

Il 4 ottobre 2018 è stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale, il Decreto Legge “in materia di protezione internazionale, immigrazione e sicurezza pubblica”.
Questo testo normativo contiene preoccupanti misure, che pregiudicano molte tra le garanzie fondamentali poste a protezione dei diritti umani.
Il Governo Salvini/cinque stelle, come quello di Minniti, ha voluto, ancora una volta prendere di mira stranieri, manifestanti e occupanti colpevoli di lottare contro le ingiustizie e per il cambiamento dello stato di cose presenti.
Queste le misure che riguardano più da vicino i nostri temi.
Vengono potenziati, con la previsione di nuove aperture, i CPR (Centri per il rimpatrio), così che il fondo rimpatri, necessario a finanziare questo sistema carcerario, passa dai 500.000 € del 2018 a 1.500.000 € del 2019.


Contemporaneamente viene raddoppiata la durata massima della detenzione, Si passa da 3 a 6 mesi, nonostante l’inefficacia e l’inutilità comprovate di questa detenzione, poichè, meno della metà delle persona che vengono rinchiuse nei Cpr sono poi effettivamente espulse. Gli ex CIE, inoltre, rappresentano, fin dalla nascita, uno strumento repressivo che viola palesemente molti diritti fondamentali (dalla salute, alla difesa, alla libertà di circolazione).
Viene abrogata la protezione umanitaria che fino ad oggi ha consentito, a chi veniva escluso dalla protezione internazionale, di ottenere un documento per “seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello stato italiano”. La protezione umanitaria era infatti un tipo di protezione legata più alla condizione personale del richiedente che alla condizione oggettiva e riconosciuta del luogo di provenienza, così da concedere la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno anche a chi pur non provenendo da zone di guerra arriva da paesi in cui non si rispettano gli standard minimi dei diritti umani.
Viene predisposta la Revoca e la sospensione delle richieste protezione internazionale, quando il richiedente viene denunciato per violenza o minaccia a pubblico ufficiale, lesioni gravi, lesioni gravi o gravissime a pubblico ufficiale, furto in abitazione, furto aggravato, omicidio,  rapina,  estorsione, sequestro di persona e spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di un passaggio politico che rende possibile l’espulsione sulla base di un semplice sospetto, ossia una semplice denuncia. Con buona pace della presunzione di innocenza.
Così come viene disposta la Revoca della cittadinanza in caso di condanna definitiva per i medesimi reati.
Per quanto riguarda la limitazioni al diritto di scioperare e manifestare liberamente, il decreto introduce il reato di Blocco Stradale, che da illecito amministrativo si trasforma in illecito penale con  la previsione della reclusione da uno a sei anni per chiunque blocchi o ingombri una strada.
Con una modifica del Testo Unico sull’immigrazione si impedisce poi l’ingresso sul territorio nazionale agli stranieri che abbiano commesso questo reato.
Un altro obiettivo del decreto sicurezza e immigrazione di Salvini sono gli occupanti.
Con la modifica dell’art. 633 del codice penale, il decreto prevede il raddoppio della pena per chi promuove delle occupazioni. Se attualmente era prevista una pena da 1 a 2 anni di reclusione e una multa compresa tra 103 e 1032 euro, con l’approvazione del decreto si arriva a una pena da 2 a 4 anni e a una multa compresa tra 206 e 2064 euro.
È poi previsto un più ampio ricorso alle misure di prevenzione, che limitano o privano della libertà sulla base di semplici denunce. Queste misure, tutte disposte dal Questore, possono essere il divieto d’accesso a determinati luoghi, il rimpatrio con foglio di via obbligatorio, il divieto di permanenza in una o più province, la sorveglianza speciale o la confisca patrimoniale.
Inoltre viene potenziato il Daspo Urbano, misura introdotta dall’ex ministro Minniti, che consente l’allontanamento da stazioni, aeroporti, strade o zone turistiche di chi ne “ostacola la libera fruizione” che verrà disposto anche nelle aree su cui si trovano presidi medici e dove si svolgono “mercati, fiere e pubblici spettacoli”.
Tutte queste modifiche manifestano il carattere repressivo, razzista e reazionario del Governo Lega/ Cinque stelle che noi abbiamo il compito di contrastare partendo da una forte opposizione sociale che possa esprimere un netto rifiuto della costruzione di nuovi Lager come i CPR.

Questa voce è stata pubblicata in Mai più lager. Contrassegna il permalink.